E.J. Bellocq (1873-1949), è nato nel quartiere francese di New Orleans alla fine dell'ottocento e qui ha si è concentrata la sua produzione fotografica.
La sue ricerca più nota e interessante è "The storyville portraits", una raccolta di ritratti di prostitute del quartiere a luci rosse di New Orleans.
Sebbene il tema non sia poi così inconsueto in fotografia, nemmeno per quell'epoca, le sue immagini sono a mio parere molto interessanti e non sembrano vertere verso la classica ricerca di "trasgressione" che di norma accompagna temi come questo.
La composizione è molto razionale e di impostazione pittorica come è consuetudine di quel periodo storico, i soggetti appaiono innocenti, spesso quasi imbarazzati davanti alla camera.
Le immagini sono raccolte in un libro che si può rintracciare su Amazon: "The storyville portraits"
D-A Jack
John Ernest Joseph Bellocq
lunedì 30 marzo 2009 | Pubblicato da Jack alle 02:18 | Etichette: Artisti, libri, storia
Axel Lindahl
venerdì 6 febbraio 2009 | Pubblicato da Jack alle 11:12 | Etichette: Artisti, storia
Sto maturando una forte passione nei confronti della fotografia di fine 800, quello che più mi affascina sono questi splendidi reportrage fatti in banco ottico.
La lentezza d'esecuzione imposta dallo strumento imponeva ai fotografi una profonda riflessività nel proprio lavoro.
La sensazione che ricevo io è che siano fotografie fatte con una grande e profonda "intenzione".
Axel Lindahl (1841-1906) svedese di nascita ha immortalato la natura del nord Europa per tutta la vita riscuotendo da subito un grande successo, le suo opere sono tutt'ora esposte al Norwegian Museum of Cultural History.
Quello che mi piace è il sobrio rispetto per i luogo immortalati che le sue opere mi comunicano, in contrasto con una tendenza contemporanea a fare apparire questo genere di paesaggi sempre troppo "drammatici".
Distr-Action Jack
Stanley Kubrick: Ladro di sguardi
venerdì 9 gennaio 2009 | Pubblicato da Jack alle 18:43 | Etichette: libri, storia
Quando aveva 13 anni Stanley Kubrick ricevette in regalo dal padre una macchina fotografica.
Il futuro regista dimostrò da subito una propensione alla composizione fuori dal comune, ne è riprova il fatto che già lo stesso anno la rivista "look" gli comprò la sua prima foto per 25 dollari..
In seguito Kubrick dichiarò che "La fotografia certamente mi fece compiere il primo passo verso il cinema. Per girare un film interamente da soli, come feci inizialmente io, si può non saperne molto di tutto il resto, però bisogna conoscere bene la fotografia".
Il libro Stanley Kubrick: Ladro di sguardi raccoglie le immagni realizzate per la rivista "look" dal 1945 al 1949, con una prefazione di Enrico Ghezzi.
D-A Jack
Lewis Carroll
domenica 4 gennaio 2009 | Pubblicato da Jack alle 16:08 | Etichette: Artisti, libri, storia
Noto al mondo per aver scritto "Alice nel paese delle meraviglie" Charles Lutwidge Dodgson, in arte Lewis Carrol fu uno scrittore, un matematico un docente e anche un fotografo.
Avvicinatosi alla fotografia verso il 1850, Carroll trovò in essa la possibilità di esprimere la costante ricerca di bellezza e innocenza che si ritrova in tutte le altre sue opere.
Oltre ad una serie di ritratti di personaggi noti dell'epoca, che gli permise di accedere ad ambienti molto altolocati, la sua produzione si concentrò soprattutto su ritratti di ragazzine.
L'autore ricercava in questi soggetti un insieme di perfezione morale ed estetica.
Dopo 24 anni di intensa attività fotografica e oltre 3000 scatti realizzati, Carroll abbandonò il mezzo fotografico e distrusse personalmente buona parte delle sue opere.
Una raccolta delle opere di Carroll che ci sono pervenute è stata pubblicata da Roger Taylor nel libro "Lewis Carroll:Photographer" , se volete potete ordinarlo direttamente a questo link
Distr-Action Jack
Tournachon Nadar
| Pubblicato da Jack alle 15:25 | Etichette: Artisti, storia
Difficile descrivere in breve questo straordinario personaggio che da molti è considerato il più importante fotografo dell'ottocento e forse il primo fotografo della storia.
Tournachon Nadar, il cui vero nome è Gaspard Félix Tournachon, nasce il 6 aprile 1820 a Parigi.
Comincia la sua carriera artistica come caricaturista per poi approcciare la fotografia quasi per caso assieme al fratello Adrien.
Dotato di un animo indomabile e di un'altrettando irreferenabile desiderio di ricerca e di scoperta, Nadar "inventa" l'uso della luce artificiale in fotografia nel corso di una sua ricerca nei sotterranei di Parigi, gli è attribuita la prima fotografia aerea della storia e fu l'organizzatore della prima mostra di artisti impressionisti della storia, allla quale parteciparono artisti come Cezanne, Degas, Pissarro, Renoir e Monet.
Amico di Jules Verne, il quale si ispirò a lui per il protagonista del suo romanzo "Dalla Terra alla Luna" e di Charles Baudelaire che, nonostante le sue remore nei confronti del mezzo fotografico, si fece fotografare da lui molte volte.
Poeta, fotografo, caricaturista, aeronauta e avventuriero la sua produzione fotografica più nota è il Pantheon Nadar, che raccoglie i ritratti di una enorme quantità di personaggi celebri dell'epoca.
d-a Jack
Hill & Adamson: photoshop nell'ottocento
| Pubblicato da Jack alle 13:07 | Etichette: storia
Nella metà dell'ottocento lo studioso di calotipi Robert Adamson (1821- 1848) e il pittore paesaggista David Octavius Hill (1802-1870), iniziarono una stretta collaborzione dalla quale nacquero i primi grandi ritratti dela storia della fotografia inglese.
Forse vi sarete chiesti per quale motivo i ritratti fotografici d'epoca sono tutti così simili ai ritratti pittorici, le pose sono sempre molto statiche e i soggetti di norma poco numerosi.
In parte probabilmente questo era dovuto al fatto che, prima di approcciarsi alla fotografia, gli autori del passato erano stati pittori e quindi tendevano a portarsi dietro le proprie esperienze precedenti.
Ma allora perché adottare un mezzo così rivoluzionario come il Dagherrotipo o il Canotipo (come nel caso di Hill e Adams) per poi mantenere lo schema del ritratto pressochè invariato?
Il motivo è da ricercare nelle caratteristiche tecniche del Canotipo, i tempi di posa infatti per quanto migliorati rispetto al Dagherrotipo, imponevano che i soggetti rimanessero fermi per tempi molto lunghi, per tanto le pose che potevano essere ritratte erano molto limitate.
Ma questo spesso non era sufficente, la coppia Hill & Adams per risolvere questo problema costruiva degli "appoggi" per i propri soggetti, dei treppiedi dotati di cuscino destinati però al soggetto invece che all'apparecchio fotografico.
Il motivo per cui questi appoggi non sono mai visibili nelle fotografie è che dopo la stampa seguiva una fase di post-produzione dove l'autore (in questo caso Hill) procedeva a ritoccare manualmente l'immagine per eliminare l'appoggio fondendolo con lo sfondo.
La post produzione insomma è nata insieme alla fotografia stessa.
Se volete vedere alcuni degli spelendidi ritratti della coppia Hill & Adamson li trovate su questa pagina del il sito della National Galleries of Scotland
Distr-Action Jack